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ESERCITO-LAZIO-SANNITI-BENEVENTO-TERRE-CITTA'-MARITTIMA-GUERRIERI-20 ANNI-ROMA-INVADENZA-SCONFITTE-REGNO-ASPRI-PATRIA-POPOLI-PASTORI-TRUPPE-MAGNA GRECIA-CORAGGIO-RE-APPENNINICI-VITTORIE-MARE-SICILIA-ESERCITO-

Alla metà del IV secolo a. C. Roma controllava tutto il ; era perciò in diretto contatto con i popoli della Campania che, con le sue fertile e le ricche città di origine greca o etrusca, attirava le mire di molti .

 

Tra il 343 e il 290 a.C. i Romani combatterono contro i ,una popolazione di e di forti dell’Appennino campano. Per più di 50 anni sostennero scontri molto e alla fine con la battaglia di Sentino ne uscirono nettamente vincitori sui Sanniti. Ciò fu reso possibile anche grazie ad innovazioni apportate all’ che venne diviso in piccole unità (i manipoli), in grado di combattere più agilmente sui monti .

 

Tutta l’Italia centrale, quindi, dall’Etruria alla Campania, cadeva sotto il dominio di .

La città di Taranto, però, comincio a preoccuparsi della crescente dei Romani, anche perché aveva l’ambizione di riunire sotto la sua egemonia le altre greche dell’Italia Meridionale. Fece allora appello a Pirro, re dell’Epiro, un piccolo sulla costa balcanica (all’incirca l’attuale Albania). Pirro sbarcò con un numeroso esercito e con elefanti. I Romani subirono due pesanti , tuttavia anche l’esercito di Pirro fu decimato. Nel 275 a.C. i Romani inflissero una dura sconfitta a Pirro, che si ritirò definitivamente. Il luogo della battaglia era Malevento che, per questa vittoria, fu chiamato .

 

Dopo la conquista della , fu necessaria per Roma anche una flotta per difender gli interessi delle città meridionali. La situazione portò Roma a scontrarsi con Cartagine, antica colonia fenicia sulla costa africana, che era divenuta una grande potenza . Bastò un pretesto perché, a partire dal 264 a.C., scoppiassero tre conflitti, noti come guerre puniche (i Cartaginesi erano chiamati Poeni, parola latina per indicare i Fenici; punico era l’aggettivo).

 

La prima guerra punica si protrasse per più di i. Ci furono molte battaglie non decisive, finché i Romani compresero che, per abbattere Cartagine, occorreva sfidarla sul . La vittoria decisiva fu alle isole Egadi (Sicilia occidentale). Per trattare la pace, i Romani imposero ai Cartaginesi di cedere la , che diventava la prima provincia romana. Qualche anno dopo furono tolte ai Cartaginesi anche la Sardegna e la Corsica.

 

La seconda guerra punica durò anch’essa 20 anni. Nel frattempo i Cartaginesi avevano rafforzato l’ e occupato gran parte della Spagna. Protagonista del conflitto fu il grande generale cartaginese Annibale. Egli dalla Spagna giunse in Italia con un grosso esercito riportando varie sui Romani. In queste ore drammatiche, Roma organizzò nuove leve di cittadini, mentre Annibale, lontano dalla patria, non poté ricevere le di rinforzo che gli erano state inviate. I Romani infatti le respinsero nella battaglia del Metauro. Un esercito romano, sotto il comandi di Publio Cornelio Scipione, si diresse in Africa e a Zama vinse l’esercito cartaginese guidata da Annibale, accorso a difendere la .

 

La terza guerra punica

 

Nel timore che Cartagine diventasse di nuovo una potenza marittima, dopo cinquant’anni, nel 149 a. C., i Romani le dichiararono nuovamente guerra. Cartagine subì per tre anni un duro assedio, resistendo con grande , ma nel 146 a.C. la città fu rasa al suolo dal console Publio Cornelio Scipione Emiliano. Il suo territorio divenne provincia romana, col nome di Africa.

 

“Mare nostrum”

 

“Mare nostrum”era chiamato dai Romani il Mediterraneo. Nel II secolo a.C: altre guerre vittoriose avevano ampliato, infatti, il territorio su tutte le coste.

Era stata conquistata a Nord la Gallia Cisalpina (Italia settentrionale), a oriente erano stati annessi il Regno di Macedonia e la Grecia, che divenne provincia col nome di Acaia. Il Regno di Pergamo, ricevuto in eredità dall’ultimo suo , divenne provincia con il nome di Asia.

  
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