L'organizzazione della repubblica

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LA NASCITA DELLA REPUBBLICA

 

Dopo il crollo della monarchia il potere del re venne diviso tra vari magistrati, ma solo i patrizi potevano ricoprire questo ruolo.

Quindi, in realtà, non nacque una vera repubblica, bensì una repubblica aristocratica, cioè uno Stato controllato dall’aristocrazia romana, i patrizi.

Per evitare che il potere si concentrasse nelle mani di una sola persona, ed evitare quindi che la monarchia rinascesse, tutte le magistrature erano

-elettive, i magistrati venivano eletti dal popolo secondo precise procedure;

-temporanee, normalmente duravano un anno, ma era possibile la rielezione;

-collegiali, cioè erano ricoperte da più persone (almeno due);

-gratuite, cioè non davano diritto ad alcun compenso;

-responsabili, il magistrato poteva essere chiamato a rispondere in tribunale degli atti compiti mentre era in carica.

 

LE PRINCIPALI MAGISTRATURE
I magistrati erano quei cittadini che ricoprivano cariche pubbliche, svolgevano quindi le più importanti funzioni di governo dello Stato.

I più importanti magistrati erano

i consoli: erano due, erano i capi di stato e duravano in carica un anno;

i pretori: amministravano la giustizia e duravano in carica un anno;

i questori: amministravano la finanza pubblica e duravano in carica un anno;

i censori: valutavano la sicurezza dei cittadini e duravano in carica diciotto mesi;

gli edili: si occupavano delle opere pubbliche e duravano in carica un anno.

 

LA CENTRALITA' DEL SENATO
Con la repubblica crebbe notevolmente l’importanza politica del Senato, costituito da trecento membri eletti a vita e formato da ex–magistrati. Infatti, mentre tutte le magistrature erano temporanee (avevano una durata, non erano per sempre), il Senato era stabile. Il Senato era, quindi, l’unico organo in grado di controllare in modo durevole la politica romana. Le deliberazioni del Senato dovevano essere considerate come leggi.

 

I COMIZI CENTURIATI
Nei primi anni della sua storia, la repubblica romana fu impegnata in una serie continua di guerre. Era indispensabile, quindi, chiamare alle armi i plebei e per questo si riorganizzò la popolazione con il sistema delle centurie (cioè gruppi di 100 fanti o cavalieri). La popolazione venne divisa in base alla ricchezza in 5 classi e ogni classe doveva fornire all’esercito un certo numero di centurie. Tutte le classi e i proletari si riunivano nei comizi centuriati e questa assemblea prese il posto dei vecchi comizi curiati. I poteri dei comizi centuriati erano molto importanti: eleggevano i consoli, i pretori e i censori, su proposta del senato, dichiaravano la guerra o sancivano la pace, approvavano le leggi proposte dai magistrati e decidevano la condanna a morte dei cittadini. In queste assemblee le classi e i proletari votavano in base al numero di centurie che fornivano all’esercito; pertanto questo meccanismo garantiva ai cittadini più ricchi il controllo della repubblica. I più ricchi, però, non erano necessariamente patrizi, alcuni plebei, nel frattempo, si erano arricchiti. Con l’introduzione dei comizi centuriati, dunque, si passò dal contrasto tra patrizi e plebei alla contrapposizione tra ricchi e poveri, si passò così da una repubblica aristocratica ad una repubblica oligarchica (cioè controllata da pochi).


I COMIZI TRIBUTI

I comizi tributi erano un’assemblea in cui non c’era più distinzione tra patrizi e plebei, ricchi e poveri, vi partecipavano tutti i cittadini divisi in tribù territoriali; ogni tribù esprimeva un voto.